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Cuba è l’isola più grande e più popolosa di tutti i Caraibi. Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante. Le coste sono basse, talvolta paludose, orlate di barriere coralline e di centinaia di isole dalle spiagge bianchissime. Trovandosi poco più a sud del Tropico del Cancro, il clima è subtropicale con due stagioni ben distinte: un inverno mite e asciutto ed un’estate calda e piovosa, al termine della quale sono però frequenti gli uragani.

I cubani parlano spagnolo, la lingua dei colonizzatori, e sono in gran parte cattolici. I livelli di istruzione e assistenza sanitaria sono fra i più alti dell’America latina.
La capitale è L’Avana (La Habana), una città dal passato burrascoso.

Storia

L’Avana viene fondata nel Cinquecento ma fu devastata più volte dai pirati. L’Avana Vecchia conserva ancora un gran numero di edifici coloniali ed è stata dichiarata Patrimonio dell’UNESCO.

Grazie alla vicinanza con la Florida, durante gli anni del “proibizionismo” (divieto del  consumo di alcol) i lussuosi alberghi e case da gioco, purtroppo,  attrassero anche la criminalità organizzata, facendo dell’Avana il centro del gioco d’azzardo e del contrabbando di alcolici.

Anche dopo la fine del proibizionismo (che fu abolito nel 1933) le case da gioco rimasero aperte e continuarono ad attrarre un gran numero di turisti. Vennero chiuse solo nel 1959, quando il regime filo-statunitense venne rovesciato dalla rivoluzione cubana.

Cuba ha subito dall’Ottocento tre secoli di dominio spagnolo. Al crollo dell’impero è iniziata la lotta per l’indipendenza fino a quando

 

“nel 1959, Fidel Castro e Che Guevara con il sostegno della popolazione rovesciano la dittatura americana liberando cuba dal controllo statunitense godendo per anni dell’appoggio politico ed economico della Russia.”

Economia

L’Agricoltura era il settore più produttivo con estese piantagioni di tabacco, caffè, canna da zucchero che ha dato origine ad una fiorente industria di distillazione del rum. Per il consumo locale si coltivano riso, mais e patate. L’industria alimentare è in crisi ad eccezione di quella del tabacco (Sigari Cubani). Ben sviluppate le indusrie chimiche, farmaceutiche e delle biotecnologie (studi genetici). Il settore più importante è quello del turismo che assicura il 40% delle entrate e che si riflette su tutte le altre attività del terziario (commercio, trasporti, comunicazioni).

Attualità & La Base di Guantanamo

Dal 1959, Cuba è stata governata da una dittatura comunista, guidata fino al 2008 da Fidel Castro successivamente da suo fratello, Raul. Nel 1961 Stati Uniti e Cuba hanno rotto i rapporti commerciali e diplomatici.

È una repubblica socialista basata sul potere del solo partito comunista. Gli Usa controllano l’area mediante una base militare in territorio cubano (Guantanamo).

La nascita della base risale al 12 dicembre 1903 quando fu firmato l’Emendamento Platt, tuttavia la permanenza statunitense in territorio cubano è una violazione del principio di consenso del diritto internazionale che stabilisce che ogni obbligazione giuridica di questo tipo deve fondarsi sul pieno accordo tra le parti, basato su obbiettivi e cause comuni: è infatti palese la minaccia che la base costituisce vista l’ostilità del governo americano.

Per di più, un passo della Costituzione Cubana del 1976 afferma che la nazione “ripudia e considera illegali e nulli trattati, patti che sminuiscano la sua sovranità su qualsiasi porzione del suo territorio nazionale”.

17 dicembre 2014, Raul Castro e il presidente americano Barack Obama annunciano l’inizio di un riavvicinamento che porta al ristabilimento di relazioni diplomatiche nel 2015, dopo 53 anni di guerra fredda. Inizia un processo di disgelo, fermato nel 2017 dall’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump, che torna a rafforzare le sanzioni economiche.

Il 16 Aprile del 2021 è finita l’era dei Castro. A 60 anni dalla proclamazione della ‘revolucio’n’, Raúl lascia la carica di segretario del partito e capo delle forze armate. Il nuovo numero uno è l’attuale presidente Miguel Díaz-Canel.

Cuba è ancora in piena pandemia di coronavirus, sotto la stretta delle sanzioni statunitensi, in preda alla carenza cronica di beni di prima necessità.

Cuba, la rivoluzione a passo di danza della Scuola Nazionale di balletto. Tra scarpette e sogni di libertà

“Escuela Nacional de Ballet di Cuba”, una delle più prestigiose accademie di danza al mondo che occupa un posto di rilievo nel panorama della danza internazionale. La scuola è stata fondata nel 1931 ed ha fissato linee guida fondamentali nel balletto classico accademico.

“Ciò che contraddistingue la Metodologia Cubana è il rigore e unito ad una concezione artistica innovativa che incoraggia la creatività ed aperta alla sperimentazione al fine di coniugare tradizione e contemporaneità.”

Con la Rivoluzione nel 1959 la scuola perde il suo carattere privato e diviene Scuola Nazionale d’Arte. E’ da qui che l’insegnamento di balletto a Cuba si diffonde grazie al sostegno dato dallo Stato (Fidel Castro) e all’impegno e alla determinazione della figura principale del Balletto Cubano Alicia Alonso.

Alicia Alonso

Etoile forgiata a New York dall’American Ballet, quasi cieca sin da giovanissima ha danzato fino a 70 anni. Importa a Cuba la danza classica e ne diventa l’icona. Insieme al marito Fernando Alonso, appoggiata da Fidel Castro, ha portato la danza nelle fabbriche, nelle scuole e nelle zone dell’Havana più povere e disagiate dando borse di studio. Introduce nel repertorio classico la danza moderna e porta la rinata compagnia in tournée in tutto il mondo.

La metodolgia dell’Escuela Cubana di Balletto è riconosciuta nella Legge n. 59/1997 dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (UNESCO) per lo sviluppo dell’educazione, della scienza e della cultura.

La Scuola Nazionale Oggi

Gratuita e aperta a tutti, la escuela statale accoglie potenziali talenti a partire dai 10 anni: ogni giorno, dalle 8 alle 18, per 8 anni, sono educati al balletto e alle tradizionali materie di studio. Al termine degli studi e dopo un tirocinio di sei mesi, i migliori del corso riempiranno le fila della compagnia nazionale “Ballet Nacional de Cuba” annesso alla scuola cubana dal 1950. Due o tre spettacoli a settimana, uno show nuovo al mese. Nelle classi, diversamente da quanto accade da noi, s’insegna l’espressività prima che la grazia: «L’ispirazione conta più del sacrificio, la vitalità più della perfezione formale».

Un’altra differenza tra il metodo cubano e quello russo sta nei “movimenti” che “non sono spezzati ma elastici ed uniti l’uno all’altro. […] Grande importanza viene data ai passi di collegamento e alla direzione del corpo, della testa, delle braccia. Alla ricerca di un’unità generale”.

Alle famiglie il compito di sostenere il percorso: mamme e papà portano ai figli un bel pasto energetico tutti i giorni (“l’anoressia da palcoscenico” non esiste) e la scuola offre il supporto di psicologi per gestire i momenti di crisi. Un’allegra, sana e colorata confusione domina ovunque: mentre ballerine bianche, mulatte e afro si esercitano alla sbarra, l’insegnante ricorda loro l’arte dell’empatia. Il pubblico va sedotto con lo sguardo: «Si danza con gli occhi». Il metodo cubano non forgia eterei cigni, ma atleti pronti a calcare fieri il palco. È questo lo “stile Alonso”, e ben si adatta a una nuova generazione che sta imparando a sfruttare il balletto per costruirsi il futuro.

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